(ABNA24.com) Washington- È un «nemico» tutto interno: la Federal Reserve degli Stati Uniti.
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, In un'intervista, ha alzato il tiro degli attacchi, apostrofando la Banca centrale come «molto distruttiva» per il Paese. Ha denunciato quasi personalmente gli esponenti dei suoi vertici: nonostante abbia lui stesso nominato quattro degli attuali cinque componenti del board, che assieme a governatori a rotazione delle sedi regionali formano il comitato di politica monetaria della Fed, ha dichiarato che «non è gente mia». E ha accusato l'istituto centrale, per la sua prudenza nel lanciare nuovi stimoli alla crescita e tagliare i tassi d'interesse, di essere nei fatti un asso nella manica a vantaggio di… Pechino. Quasi una quinta colonna.
La guerra scatenata dal presidente degli Usa contro la Fed in realtà dura ormai da tempo. Già sul finire dell'anno scorso Trump l'aveva definita un «problema maggiore della Cina» per l'economia statunitense. Adesso ha ribadito quel suo risentimento con toni semmai ancora più duri: l'ha fustigata per non avergli «dato ascolto» e di aver compiuto «un grande errore» con i rialzi graduali dei tassi nel 2018 e i piani di rientro dal Qe, voluti dall'istituto centrale per cercare di normalizzare la politica monetaria a avere strumenti a disposizione in futuro proprio per combattere eventuali crisi.
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12 giugno 2019 - 08:21
Codice notizia: 950116
Washington- È un «nemico» tutto interno: la Federal Reserve degli Stati Uniti.